Editor esterni: Sublime Text

Sublime Text è un editor disponibile per Windows, OSX e Linux, il cui successo è ormai assodato, anche a livello professionale, da alcuni anni.
Caratteristica e ‘firma’ di questo editor è la barra di scorrimento verticale a destra che rappresenta in miniatura il codice su cui stiamo lavorando, ma le accortezze presenti in questo editor vanno ben oltre e richiedono un pò di tempo per essere esplorate e comprese, naturalmente lo possiamo usare tranquillamente senza preoccuparci di tutto ciò, ma sarebbe come avere un coltellino svizzero dalle mille e più  unzioni e usarlo solo come lama e cavatappi.

LE VERSIONI

Le versioni, ne esistono tante, ma sono principalmente variazioni sul tema, principalmente abbiamo a disposizione Sublime Text 2 e Sublime Text 3, quest’ultima è una versione ‘beta’ anche se già molto stabile (sicuramente abbastanza stabile per gestire un progetto LSL). Ogni versione è poi declinata in versioni a 32 o 64 bit (per Windows e Linux) e in versioni installabili o “portable” (se lo vogliamo mettere in una chiavetta USB), per OSX esiste una sola versione, non “portable”. Sublime Text inoltre può essere acquistato o scaricato in versione ‘di prova’, quest’ultima non ha vere limitazioni significative rispetto alla full, è gratuita e il tempo di prova è….infinito (per scelta degli stessi creatori di ST), l’unica limitazione è che un salvataggio ogni dieci apparirà una finestrella che in modo non disturbante ci chiede di considerarne l’acquisto, tutto qua.

INSTALLAZIONE DI SUBLIME TEXT

L’installazione è classica e lineare, per prima cosa dobbiamo andare sulla home del sito ufficiale (https://www.sublimetext.com/) e premere il grosso pulsante azzurro per scaricare l’ultima versione disponibile (in questo articolo utilizzeremo la ST3, ma è sempre possibile optare per una differente versione o un diverso sistema operativo).

01_ST_homepage_and_button

 

Scaricato l’installer possiamo lanciarlo, dare le varie conferme (se siete incerti su qualche scelta date Ok senza modificare quella di default in quanto sarà sempre quella meno intrusiva) e in pochi secondi l’installazione sarà portata a termine.

02_ST_editor

 

Come potete vedere è un editor senza fronzoli e icone, ma questo non significa che non sia pieno zeppo di freatures (giusto per dirne una, ha anche una consolle incorporata!) ma esplorare le tante peculiarità di questo editor non è l’obiettivo di questo articolo.
Scopo di questo articolo è di rendere ST uno strumento comodo per scrivere in LSL, infatti ST supporta nativamente, al pari di Notepad++, la sintassi di oltre una quarantina di linguaggi (più alcune varianti) ma non LSL. Per fortuna altri prima di noi hanno già provveduto a realizzare quanto necessario per rendere ST in grado di riconoscere e gestire LSL e in rete sono disponibili diversi package atti allo scopo.

SCEGLIERE UN PACKAGE PER LSL SU SUBLIME TEXT

Un package (pacchetto) per Sublime Text è un insieme di file che una volta installati consentono di dotare ST di funzionalità aggiuntive (possono essere plugin, tool di debug, riconoscimento di sintassi di linguaggi aggiuntivi e via dicendo). Come detto precedentemente esistono già diversi package e autori che hanno svolto questo lavoro prima di noi, la maggior parte di essi ha messo a disposizione (e gratuitamente) il proprio lavoro lasciando a noi solo la ‘fatica’ di scegliere un pacchetto e di procedere alla sua installazione nella nostra macchina.
In questo piccolo tutorial utilizzeremo il package di JKola (https://github.com/JKolya/sublime-text-2-lsl) in quanto molto semplice da installare e molto diffuso, perfetto per gli scopi esemplificativi di questo testo, l’unica vera grossa pecca è che si tratta di un package piuttosto datato, l’ultima versione risale al 2013, anche se di fatto difetta solo di alcuni elementi come quelli riguardanti gli experience tools, rispetto ad altri più pacchetti come quello di Makopo (https://github.com/Makopo/sublime-text-lsl) ad oggi ‘vecchio’ di soli 3 mesi e che supporta anche per OOSL, il linguagio di scripting realizzato per OpenSimulator).
Il mio consiglio è di prendere dimestichezza con ST usando uno qualsiasi di questi package; poi se ci si ritrova a proprio agio con ST allora passare a provare uno o due package alternativi basandosi sulle proprie esigenze una volta che sappiamo di cosa abbiamo bisogno e di cosa possiamo fare a meno.

INSTALLARE IL PACKAGE

Ci sono fondamentalmente due approcci nell’installazione dei package, manuale o tramite plugin appositi. L’approccio via plugin certo è molto comodo ma ha il problema che anche il plugin di installazione va installato a sua volta per cui, per chi è agli inizi, il tutto si traduce in un’ulteriore complicazione dovuta al far funzionare il plugin d’installazione prima ancora del package dedicato a LSL. Per questa ragione adotteremo la procedura manuale (che comunque è estremamente semplice e alla fine si traduce in pochi click e nessuna configurazione astrusa).

1) scaricare JKola/Sublime-text-2-lsl dalla pagina github dedicata (il link è lo stesso già citato pocanzi)  e scaricare lo .zip

03_ST_github_lsl

 

2) decomprimere il file zip e spostare la cartella ottenuta nella directory “installed package” di ST.
(per windows il path consueto è C:\Users\<username>\AppData\Roaming\Sublime Text 3\Packages\ )

Fine. (non era difficile vero?)

Da questo momento in poi aprendo ST vederemo LSL incluso nella lista delle sintassi riconosciute e potremo scrivere codice LSL sfruttando tutte le funzionalità messe a disposizione di ST.

04_ST_before_after

 

ULTIMI PASSAGGI

Come al solito, per essere operativi al 100% dovremo poi recarci nel nostro client e impostare ST come editor esterno di default, seguendo la stessa procedura vista per Notepap++ e LSL Editor, ovvero portarci sul nostro client e accedere a “Advanced”, quindi “Show Debug Settings”, richiamare il parametro “External Editor” e lì impostare il path per caricare ST secondo la solita sintassi, in questo caso, dato che nel tutorial abbiamo installato una versione a 64 bit, sarà:
“C:\Program Files\Sublime Text 3\sublime_text.exe” “%s”
(doppi apici inclusi)

Ulteriori rifiniture che potremo apportare potrebbero essere quelle di specificare la tabulazione come spazi e accertarci di utilizzare UTF8 come encoding dei caratteri, ma si tratta di operazioni non davvero necessarie in quanto già automaticamente impostate.

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